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1° Ottobre 1949, 77 anni fa nasceva la Nuova Cina

02-10-2026 22:00

Filippo Bovo

1° Ottobre 1949, 77 anni fa nasceva la Nuova Cina

Il 1° Ottobre 1949, affacciandosi dalla Tribuna di Tien'anmen, Mao Zedong proclamò la nascita della Nuova Cina, annunciando che “il popolo cinese s'er

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Il 1° Ottobre 1949, affacciandosi dalla Tribuna di Tien'anmen, Mao Zedong proclamò la nascita della Nuova Cina, annunciando che “il popolo cinese s'era levato in piedi”. Quel giorno terminò il lungo e doloroso Secolo delle Umiliazioni, iniziato con le britanniche Guerre dell'Oppio all'Impero Qing e poi proseguito con invasioni straniere, cessioni territoriali e guerre civili, ed iniziò una fase storica nuova, destinata ad imprimere trasformazioni radicali non soltanto in Cina, ma addirittura negli equilibri mondiali. Appare dunque comprensibile perché oggi, dopo quasi un ottantennio, il popolo e le autorità cinesi guardino a quel lontano giorno come a qualcosa di più di un semplice evento storico o fondativo: proprio da allora è stato intrapreso quel percorso di “rinascita nazionale” (minzu fuxing) che ha condotto la Cina dall'originaria condizione di povertà estrema e debolezza geopolitica a quella attuale di seconda economia globale, potenza tecnologica emergente ed attore centrale nella scena internazionale. L'Anniversario celebrato in questi giorni, coincidendo con l'avvio del 15° Piano Quinquennale e con la fase cruciale che conduce all'obiettivo del 2035 di “completare fondamentalmente la modernizzazione socialista”, si pone in un contesto di profonda simbolicità, che Xinhua raccoglie con soddisfatta attenzione: il Paese, un tempo umiliato, oggi porta avanti i suoi obiettivi con grande fiducia. 

 

Il percorso attraversato dalla Nuova Cina nei suoi primi 77 anni di vita, come in parte già anticipato, non è stato dei più semplici. Sotto il lungo periodo del Presidente Mao, tra il 1949 e il 1976, vennero poste le basi istituzionali ed ideologiche dello Stato socialista, con la riforma agraria, la nazionalizzazione dell'industria, le campagne d'alfabetizzazione e la costruzione di un sistema sanitario di base che presto trasformarono una società in principio ancora massicciamente contadina. L'aspettativa di vita, che nel 1949 era intorno ai 35 anni, alla fine degli Anni ‘70 salì sopra i 65, mentre il tasso d’alfabetizzazione passò dal 20 all'80%. Simili risultati, in un Paese già al miliardo di popolazione, distribuita su una superficie tra le più vaste al mondo, non erano dei più scontati: quasi tutti erano stati ottenuti facendo un enorme appello al volontarismo, ad uno spirito di sacrificio sconfinato. Al tempo stesso, però, scelte come i Grandi Balzi in Avanti e la Rivoluzione Culturale sortirono effetti contrari a quanto auspicato, suggerendo necessari cambi di rotta: la Nuova Cina comprese, da quelle esperienze, il valore di una politica di riforma e correzioni di qualunque approccio metodologico o sistemico che non sortisca quanto ideologicamente sperato. Fu proprio ciò che a partire dal 1978 si vide con Deng Xiaoping e le sue politiche di Riforme ed Aperture: l'adozione di elementi dell'economia di mercato, la nascita delle Zone Economiche Speciali, l'ingresso nel WTO nel 2001 e la progressiva integrazione alle catene del valore globali portarono presto ad una crescita economica senza precedenti. Tra il 1978 e gli Anni Venti del Secolo odierno 800 milioni di persone uscirono dalla povertà assoluta, il più grande risultato in tal senso secondo l'ONU. I numeri forniti da Khawar Abbas Sandhu dalle colonne di The Nation appaiono a dir poco impressionanti.

 

L'era di Xi Jinping, iniziata nel 2012, ha portato ad ulteriori sviluppi e consolidamenti. Il Partito Comunista Cinese ha rafforzato la sua centralità, necessaria a guidare riforme sempre più energiche in un'era a sua volta sempre più globale, rinnovato i suoi architravi ideologici ed orientato lo sviluppo verso una “modernizzazione in stile cinese”. Gli obiettivi dei “due centenari”, costruire una società moderatamente prospera entro il 2021 e trasformare la Cina in un Paese socialista relativamente moderno entro il 2049, allorché la Repubblica Popolare avrà compiuto 100 anni di vita, sono diventati i fari che illuminano il percorso di oggi e di domani. Nel 2021 Pechino ha dichiarato d'aver eliminato la povertà assoluta raggiungendo il primo obiettivo centario, e il Paese è ora impegnato nel perseguire il secondo. Non a caso, nel suo discorso del 1° Ottobre, Xi ha parlato di “ferma fiducia e passi concreti per il ringiovanimento nazionale”: la Cina punta, con le ambiziose scelte di oggi, a rendere sempre più giovani e vitali i suoi tessuti civili, nazionali e culturali. Nuova linfa ed energia possono infatti nascere da riforme sapientemente condotte, per le quali comunque serve, come sempre, il pieno contributo di tutta la Nazione. 

 

Sul piano economico ed industriale, la trasformazione vista in questi anni è stata spettacolare. Dai livelli residuali del 1949, il PIL è passato agli oltre 140 trilioni di yuan (circa 19,6 trilioni di dollari) del 2025, pari a circa un sesto dell'economia mondiale. Pechino è divenuta la principale produttrice manifatturiera globale, leader nei NEV (“veicoli a nuova energia”, ibridi od elettrici) con oltre 16 milioni di unità prodotte nel 2025, nei robot industriali e in settori strategici come i pannelli solari e le batterie. L'urbanizzazione, come prima ricordato da Xinhua, ha spostato centinaia di milioni di persone dalle campagne alle città, dando vita ad una vasta classe media e ad un mercato interno di dimensioni colossali. Così pure è stato sul piano scientifico e tecnologico, con grandi progressi esemplificati dalla stazione spaziale Tiangong, dalle missioni lunari Chang'e, dal rover marziano Tianwen, dagli avanzamenti nell'IA, nell'informatica quantistica e nelle biotecnologie. La spesa in ricerca e sviluppo (R&D) ha superato i 3,6 trilioni di yuan, collocando la Cina tra i primi Paesi al mondo per intensità d'innovazione. Quanto TheoryChina riferisce commentando risultati ancora relativi al 14° Piano Quinquennale può già bastare a farsi una più che minuziosa idea. Ma anche socialmente ed umanamente la progressione riportata dal Paese è sin qui apparsa a dir poco impressionante, con un'aspettativa di vita salita a 79 anni, i sistemi di sanità, istruzione e previdenza sociale tra i più ampi al mondo, ed un accesso all'istruzione e alle moderne infrastrutture che ha trasformato le condizioni di vita di centinaia di milioni di cittadini. Culturalmente, Pechino ha recuperato il suo orgoglio nazionale e proietta nel mondo fiducia e soft power attraverso grandi iniziative come la BRI, i media nazionali e le tante comunità legate alla Diaspora.

 

La grande soddisfazione interna che permea il 77° Anniversario non appare dunque fuori luogo. Il ricevimento ufficiale del 30 settembre presso la Grande Sala del Popolo a Pechino ha visto il Presidente Xi pronunciare il discorso principale davanti a circa 800 ospiti, tra cui i massimi leader ed esponenti del Partito Comunista Cinese e dello Stato, ambasciatori stranieri e rappresentanti di vari settori nazionali. Mentre il giorno dopo, 1° Ottobre, all'alba, oltre centomila persone hanno assistito alla cerimonia dell'alzabandiera in Piazza Tien'anmen, in un contesto dominato da un enorme cesto floreale alto 18 metri, decorato con 15 diversi tipi di fiori e cinque frutti simbolici, a simboleggiare il 15° Piano Quinquennale. Dopo l'Inno nazionale, sono state liberate colombe bianche, auspicio di pace e prosperità. Cerimonie simili si sono tenute in tutte le principali città: ad Hong Kong, al saluto si sono uniti anche le navi e gli elicotteri, alzatisi in volo. Nel frattempo, la “Golden Week” che si tiene dal 1° al 7 ottobre, macina già un grande entusiasmo, alimentando un'enorme mobilità interna che, secondo stime ufficiali, coinvolgerebbe oltre 2 miliardi di spostamenti interregionali, con picchi giornalieri sopra i 300 milioni. Attività culturali, incontri patriottici, spettacoli e visite a centri storici scandiscono questi giorni di festa in tutto il vasto perimetro nazionale ed oltre, con messaggi di saluto che giungono anche dai taikonauti della missione spaziale Shenzhou-23. All'estero, nondimeno, Ambasciate e consolati hanno organizzato incontri e cerimonie, e continuano a farlo; ad esempio a Washington l'Ambasciata ha visto affluire oltre 800 ospiti, tra cui senatori e rappresentanti del governo, un segnale importante in un periodo in cui gli Stati Uniti sembrano accusare una condotta meno sicura del solito. Simili iniziative, anche da parte della Diaspora, sono state tenute nel resto del mondo, dal Nord America all'Europa, fino al Sud Est Asiatico.

 

Col discorso del 30 settembre, Xi ha descritto gli ultimi 77 anni di storia cinese. Ha sottolineato i “due miracoli” della crescita economica rapida e della stabilità sociale di lungo periodo, rivendicato il raggiungimento del primo obiettivo centenario ed espresso piena fiducia negli orizzonti della costante modernizzazione cinese. “La grande rinascita della nazione cinese è inarrestabile”, ha dichiarato, ricordando che “Finché saremo fiduciosi, concentrati sui nostri obiettivi e procederemo passo dopo passo in modo solido, il successo apparterrà al grande Partito Comunista Cinese, al grande popolo cinese e alla grande Repubblica Popolare Cinese”. Ha lodato la resilienza dell'economia nel 2026 malgrado le pressioni esterne, l'importanza di uno sviluppo innovativo e ad alta qualità, e la necessità di garantire un buon avvio al 15° Piano Quinquennale, per poi ricordare l'importanza strategica del principio di “un Paese, due sistemi” circa il proseguimento dell'integrazione nazionale di Hong Kong e Macao. Parlando della questione della riunificazione di Taiwan alla Madrepatria, ha sottolineato la lotta alle forze separatiste e l'opposizione alle interferenze esterne, ribadendo comunque la priorità di promuovere uno sviluppo pacifico delle relazioni lungo lo Stretto. 

 

Questi 77 anni, in definitiva, vedono la Nuova Cina fiduciosa delle sue scelte e del suo cammino: è un Paese che s'è “levato in piedi”, come detto da Mao, e riuscito poi ad “arricchirsi”, come esortato da Deng. Oggi, in un tono di fiducia e continuità strategica, intende divenire ancora più forte, prospero e moderno: in una “comunità globale dal destino condiviso”, è senz'altro un suo diritto-dovere a collettivo beneficio.

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