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La parabola di Evergrande: la giustizia contro l'illecito

24-08-2026 12:50

Filippo Bovo

La parabola di Evergrande: la giustizia contro l'illecito

Il 20 agosto 2026, il Tribunale Intermedio del Popolo di Shenzhen, nella provincia del Guangdong, ha pronunciato in primo grado la sentenza nel proced

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Il 20 agosto 2026, il Tribunale Intermedio del Popolo di Shenzhen, nella provincia del Guangdong, ha pronunciato in primo grado la sentenza nel procedimento contro il gruppo Evergrande (localmente noto come Hengda Jituan), la sua controllata Evergrande Real Estate (Hengda Dichan) e il fondatore e controllore effettivo Xu Jiayin (noto anche come Hui Ka-yan). Xu, 67 anni, è stato condannato all’ergastolo per una serie di reati finanziari e societari, con privazione a vita dei diritti politici e confisca di tutti i beni personali. Al gruppo Evergrande è stata inflitta una multa di 8,82 miliardi di yuan e alla controllata immobiliare una di 7,0 miliardi di yuan, per un totale di 15,82 miliardi di yuan (2,35 miliardi di dollari). E' stato inoltre disposto il recupero continuato dei proventi illeciti, con obbligo di risarcimento per la parte non recuperata. 

 

E' quanto possiamo apprendere dal Global Times, che accuratamente riassume la parabola di un uomo in passato considerato il più ricco tycoon d'Asia. Secondo il comunicato della Suprema Corte del Popolo, Xu era il controllore effettivo del gruppo, con responsabilità complessiva sulle operazioni, gestendo oltre ad Evergrande Real Estate anche altre numerose società attive nei servizi immobiliari e finanziari. Tra il 2016 e il 2021, il gruppo, la controllata e Xu hanno violato le norme di legge attraverso una continua frode finanziaria su larga scala, gonfiando gli attivi ed occultando le passività. Ciò ha portato a reati come l’assorbimento illegale di depositi pubblici, la frode nella raccolta di fondi, l’emissione fraudolenta di titoli e la divulgazione illegale d'informazioni rilevanti. Inoltre, tramite la corruzione, Evergrande e il suo fondatore hanno ottenuto il controllo di istituzioni finanziarie e prelevato illegalmente fondi di credito ed assicurativi a favore del gruppo, commettendo ulteriori reati come la corruzione aziendale, l’erogazione illegale di prestiti e l’uso illegale di fondi. Ancora, Xu ha inoltre abusato della propria posizione di presidente di Evergrande Real Estate per organizzare la frode contabile ed appropriarsi di patrimoni societari sotto forma di dividendi. 

 

Complessivamente, il tribunale ha dunque giudicato Evergrande Group e Xu responsabili d'assorbimento illegale di depositi pubblici, frode nella raccolta fondi, erogazione illegale di prestiti, emissione fraudolenta di titoli, divulgazione illegale di informazioni importanti e corruzione unitaria; Xu anche d'uso illegale di fondi e appropriazione indebita d’ufficio; e la controllata Evergrande Real Estate d'emissione fraudolenta di titoli. Come denunciato dalle fonti, in questo caso China Daily, i fatti hanno gravemente turbato l’ordine dell’economia di mercato socialista, leso i diritti patrimoniali pubblici e privati e compromesso l’integrità di funzionari pubblici. Sono risultate in tutti i casi eccezionalmente elevate le somme coinvolte, gravi le circostanze, rilevanti le perdite economiche e serio il danno sociale, valide ragioni per cui s'è proceduto ad una punizione severa e nella piena conformità della legge. Nel grave contesto venutosi a creare, il risarcimento delle perdite delle vittime ha priorità rispetto all'esecuzione delle multe e della confisca. Sempre da China Daily, apprendiamo che sempre nella stessa giornata il tribunale ha erogato le sentenze relative ad altri 56 soggetti legati al gruppo (tra cui i due figli di Xu, Xu Zhijian e Xu Tenghe, e dirigenti come Zhen Litao e Ke Peng), con pene detentive da 1 anno e 10 mesi a 18 anni, oltre a multe o confische, ed analogo recupero dei proventi illeciti. Quanto a Xu, era già stato sottoposto a misure coercitive il 28 settembre 2023; il processo s'era svolto pubblicamente il 13 e 14 aprile 2026, e proprio in quella sede aveva espresso ravvedimento. 

 

Secondo il quadro normativo cinese, la sentenza è giudicata come un atto di rigorosa applicazione della legge a tutela dell’ordine del mercato socialista. La condotta descritta (frode contabile prolungata, occultamento di passività, prelievi illegali di fondi e corruzione per accedere al credito) è infatti inquadrata come un elemento che ha minato la stabilità finanziaria e patrimoniale, con conseguenze particolarmente gravi. Il periodo 2016-2021 ha coinciso con la fase di massima espansione a leva del settore immobiliare, prima che le misure di contenimento del debito e le tensioni di liquidità emerse dal 2021 portassero al collasso operativo del gruppo. Possiamo per nostra parte sommessamente aggiungere che questa vicenda, con pesanti strascichi anche all'estero e colpi per l'immagine economica e finanziaria del Paese, ha inoltre fornito a figure maligne dell'informazione, della politica e della finanza dell'Occidente di specularvi proiettando su Pechino le consuete, torbide provocazioni. Costoro, e non c'è motivo di dubitarne, continueranno a speculare anche stavolta, con la loro ormai dozzinale disinformazione.

 

Tornando alla sentenza, la sua emissione chiude sul piano penale il capitolo centrale del caso Evergrande, che aveva già visto provvedimenti di liquidazione ad Hong Kong e procedure d'insolvenza sul Continente. Le fonti cinesi sottolineano la priorità del risarcimento delle perdite rispetto alle sanzioni patrimoniali e la responsabilità personale del controllore effettivo, denotando un approccio che combina deterrenza individuale e collettiva; la confisca integrale dei beni di Xu e le multe record alle società, infatti, mirano a recuperare le risorse e a riaffermare i limiti ad un'espansione non regolamentata, basata su pressioni indebite ed opacità contabili. La sentenza, pur senza in sé costituire una soluzione automatica alle tensioni residue del settore immobiliare, rappresenta dunque un'affermazione del principio secondo cui violazioni gravi dell’ordine economico devono essere sanzionate in modo esemplare. Ciò simboleggia la chiusura giudiziaria di un modello di crescita basato su frodi su larga scala, con l’affermazione della legalità nella gestione delle grandi imprese immobiliari.

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