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Cina, il 1° luglio, pilastro di una storia rivoluzionaria

03-07-2026 21:00

Filippo Bovo

Cina, il 1° luglio, pilastro di una storia rivoluzionaria

Il contesto storico e geopolitico che il 1° luglio 1921 vide nascere il Partito Comunista Cinese, per la Cina d'allora, non poteva essere dei più dram

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Il contesto storico e geopolitico che il 1° luglio 1921 vide nascere il Partito Comunista Cinese, per la Cina d'allora, non poteva essere dei più drammatici. Dopo le Guerre dell'Oppio, il Paese aveva patito continue umiliazioni dalle potenze straniere, tra occupazioni e perdite territoriali, povertà dilagante ed instabilità interna provocata dai signori della guerra. Nel 1911 la caduta dell'Impero, con l'avvento della Repubblica di Sun Yat-sen, aveva infuso nuove speranze, ma le ingerenze esterne, le conflittualità interne e le perdite territoriali continuavano comunque a peggiorare. Le campagne, ancora sotto condizioni feudali, subivano il drammatico sfruttamento delle masse contadine, mentre rapporti sociali non differenti determinavano quello delle masse operaie nelle città. Come ricordato a tal proposito dal Presidente Xi Jinping, nel suo solenne discorso del 1° luglio 2026 presso la Grande Sala del Popolo, “105 anni fa, nel grande risveglio del popolo cinese e della nazione cinese, nello stretto legame tra il marxismo-leninismo e il movimento operaio cinese, nacque il Partito Comunista Cinese. Da quel momento, il popolo cinese e la nazione cinese ebbero il più affidabile pilastro”. Quel pilastro, destinato a rivoluzionare molto più di un secolo, era stato eretto da un piccolo gruppo di pionieri, con Mao Zedong tra le sue figure di primo spicco.

 

Gli anni della rivoluzione furono un calvario epico: la Lunga Marcia (1934-1935), un’odissea di ben dodicimila chilometri attraverso montagne impervie e fiumi in piena, con perdite devastanti ma una determinazione incrollabile; la resistenza all'occupazione giapponese; e infine la guerra civile che portò, nel 1949, alla fondazione il 1° ottobre 1949 della Repubblica Popolare Cinese, con la cacciata della “cricca di Chiang Kai-shek”, come Mao talvolta la definiva, dalla Cina continentale. “Il popolo cinese s'è rialzato!” proclamò quel giorno Mao. Era la fine di un’umiliazione secolare e l’inizio di una nuova era, e non è un caso che da allora si parli di “Nuova Cina”. Il Paese, pronto ad uscire dal lungo “Secolo delle Umiliazioni” iniziato con le Guerre dell'Oppio, metteva così fine a pagine tra le più amare della sua storia. 

 

La riforma agraria e l'industrializzazione furono le basi di quella Nuova Cina che aveva nel PCC il suo più affidabile pilastro. Nonostante le difficoltà degli Anni ‘50 e ’60, e gli errori successivamente riconosciuti e condannati, il Paese non perse mai la sua rotta. Con Deng Xiaoping fu avviata la storica politica di Riforma ed Apertura del 1978, una rivoluzione nella rivoluzione che, proseguita e sviluppata sotto i suoi successori, ha portato la Cina a sollevare dalla povertà estrema ben 800 milioni di persone, miracolo globalmente riconosciuto ed ammirato. Oggi, con oltre 101 milioni di membri (come da dati del 2025), il PCC è la più grande forza politica organizzata al mondo. Ha guidato la nazione verso il primo Centenario centrando l'obiettivo di una “società moderatamente prospera” (Xiaokang), e ora marcia verso il secondo, la piena modernizzazione socialista ("Paese socialista moderno sotto ogni aspetto") entro il 2049. La Cina di oggi, con le sue città futuribili, le infrastrutture colossali, l’innovazione tecnologica e il ruolo centrale della Belt and Road Initiative (BRI), è il frutto di questo impegno ininterrotto. Come sottolineato da Xinhua, il PCC ha creato due miracoli: lo sviluppo economico rapido e la stabilità sociale a lungo termine. Chi non sa cos'è stato il “Secolo delle Umiliazioni” non lo può capire.

 

I festeggiamenti del 1° luglio 2026 sono stati un trionfo d'emozione collettiva ed orgoglio nazionale, descritti con vivo pathos dalle fonti ufficiali cinesi. Nella Grande Sala del Popolo a Pechino, una cerimonia solenne ha visto Xi Jinping conferire la prestigiosa Medaglia 1° Luglio a modelli di eccellenza del Partito, seguita dal suo importante discorso. L’atmosfera era carica di solennità e commozione: applausi scroscianti, guardie d’onore dell’Esercito di Liberazione Popolare, e un senso palpabile di unità. Servire il popolo con tutto il proprio cuore è ciò che porta ad una riconoscenza tanto ammirata come la Medaglia del 1° Luglio, conferita ad eroi della base, medici di frontiera, scienziati, mediatori comunitari ed ogni altra figura che col proprio impegno umano e patriottico ogni giorno si distinguono per fare della Cina un Paese sempre migliore. CCTV e Xinhua hanno trasmesso in diretta l’evento, con la partecipazione di leader d'alto livello e rappresentanti di tutto il Paese. Il conferimento delle medaglie ha visto premiata anche una vasta schiera di eccellenti membri del Partito, lavoratori di partito e organizzazioni di base, col concerto “Il Popolo al Primo Posto” che il 29 giugno ha celebrato l’epopea popolare con canti e danze a celebrare l’unità tra il Partito e le masse.

 

Le celebrazioni si sono estese a tutto il Paese ed oltre, con cerimonie ufficiali, spettacoli e attività tematiche su scienza e transizione verde ad Hong Kong e Macao, e con eventi in ambasciate e messaggi di solidarietà a livello internazionale. Non meno vissuti e partecipati gli eventi a livello locale, con mostre storiche, visite a siti rivoluzionari come Yan’an, proiezioni di film epici e picchi di turismo rosso. Il Quotidiano del Popolo ha raccontato storie di cittadini comuni che, guardando la diretta, si commuovevano ricordando i sacrifici passati ed esprimevano speranza per il futuro. Xi Jinping ha enfatizzato l’influenza globale del PCC, ricordando che non solo ha cambiato il destino della Cina, ma contribuito anche alla pace mondiale, alla riduzione della povertà globale e alla creazione di una comunità di destino condiviso per l’umanità. Il Paese un tempo dilaniato da fame e guerre civili è oggi tra i massimi contributori di caschi blu ONU e di sviluppo umano nell'intero Sud Globale. Contadini sono divenuti cosmonauti o meglio taikonauti, ed operai costruiscono treni ad alta velocità, mentre schiere di giovani studiano per una Cina ancora più forte ed armoniosa. Come ricordato da Xinhua, non sono mancati errori, che il PCC ha corretto con la sua capacità di autoriforma, ma dopo ogni tempesta l'arcobaleno è tornato sempre a brillare sempre più luminoso. 

 

In un mondo dinanzi a crescenti e costanti tensioni ed incertezze, l'esperienza cinese c'invita a riflettere dandoci più di un insegnamento. Come affermato anche da Xi Jinping, bisogna “ricordare l'iniziale missione” e “procedere coi tre doveri imprescindibili”, ovvero mantenere l'ispirazione originaria, essere modesti e laboriosi, e lottare con intelligenza. Concetti che, a pensar bene, valgono per tutti e non solo per la Cina.

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