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La relazioni bilaterali Italia-Cina: il triennio 2024-2026 come modello di una più ampia dinamica - Parte 2

24-04-2026 22:00

Filippo Bovo

La relazioni bilaterali Italia-Cina: il triennio 2024-2026 come modello di una più ampia dinamica - Parte 2

La dimensione operativa della missione Tajani ha trovato la sua massima espressione nei tre accordi finalizzati da SACE con primarie controparti cines

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La dimensione operativa della missione di Tajani ha trovato la sua massima espressione nei tre accordi finalizzati da SACE con controparti cinesi di rilievo, per un valore complessivo di 360 milioni di euro. Questi accordi non sono semplici linee di credito, ma rappresentano strumenti di cosiddetta Push Strategy (strategia tesa a facilitare il posizionamento delle piccole e medie imprese esportatrici italiane nelle catene di fornitura di grandi corporate estere) volti a integrare le forniture italiane nei grandi progetti industriali cinesi e a supportare la transizione ecologica. L'Amministratore Delegato di SACE, Michele Pignotti, ha infatti siglato protocolli d'intesa che coprono comparti diversificati ma complementari all'eccellenza italiana. 

 

Il primo con Sumec ITC (Gruppo Sinomach), focalizzato sul sostegno all'esportazione di meccanica strumentale italiana per un importo stimato in 300 milioni di euro. Questo accordo mira a facilitare l'acquisto di macchinari italiani da parte delle filiere industriali cinesi. Il secondo con Luli Wood, un'intesa da 60 milioni di euro dedicata al settore del legno e dell'arredamento. L'obiettivo è supportare i piani di espansione di Luli Wood nel green manufacturing attraverso l'integrazione di tecnologie, macchinari e know-how italiano. Un aspetto innovativo di questo accordo è l'organizzazione di due iniziative di business matching (strumenti digitali a sostegno delle imprese italiane, in particolare PMI, interessate a crescere all'estero) all'anno per coinvolgere direttamente le PMI italiane. Il terzo con Jinko Power Technology, orientato verso la produzione di energia pulita. L'intesa supporta i piani di investimento di Jinko in Italia e favorisce il coinvolgimento della filiera italiana delle rinnovabili nello sviluppo di progetti fotovoltaici, agrivoltaici e sistemi di accumulo energetico. Questi strumenti finanziari si rivelano fondamentali per contrastare le recenti flessioni nell'export di alcuni settori tradizionali. Ad esempio, il comparto dei mobili ha registrato una contrazione significativa all'inizio del 2026, e l'azione coordinata tra governo e SACE punta a invertire questa tendenza attraverso un'integrazione più profonda nelle catene di valore cinesi orientate alla sostenibilità (SACE, Borsa Italiana).

 

Uno dei pilastri della missione di aprile 2026 è stato la firma del Piano d'Azione Italia-Cina sull'e-commerce. In un mercato dove la digitalizzazione dei consumi ha raggiunto livelli di capillarità senza pari nel mondo, l'Italia ha riconosciuto la necessità di una presenza strutturata sulle grandi piattaforme digitali cinesi. Il Piano d'Azione prevede la creazione di "Padiglioni Italia" e vetrine promozionali dedicate al Made in Italy su piattaforme leader come Tmall (Alibaba) e JD.com. Questa strategia mira a ridurre lo squilibrio commerciale offrendo un canale d'accesso semplificato alle imprese italiane, con particolare attenzione ai comparti dell'agroalimentare e dei beni di consumo di alta gamma. Durante la missione sono emersi esempi virtuosi di aziende italiane che hanno già anticipato questo orientamento strategico, come il Gruppo Chiesi, società farmaceutica di Parma che sta perseguendo una crescita a doppia cifra in Cina attraverso accordi con partner digitali come JD Health, focalizzandosi sul lancio accelerato di prodotti per la cura delle malattie respiratorie; e realtà come Borsalino e Frette che hanno annunciato piani di espansione che integrano negozi fisici (come i quattro outlet Borsalino previsti a Shanghai per il 2026) con una forte presenza in tutti i canali per intercettare i consumatori delle città di prima e seconda fascia (Ambasciata Italiana a Pechino).

 

Oltre alla dimensione commerciale, la missione di Antonio Tajani ha puntato molto anche sul ruolo politico cruciale della Cina come garante della stabilità internazionale all'interno del sistema multilaterale delle Nazioni Unite. L'Italia ha ribadito che la stabilità globale e la crescita economica sono interdipendenti, e che l'influenza di Pechino può essere determinante per raffreddare i focolai di crisi. Tajani ha espresso a Wang Yi la profonda preoccupazione italiana per la situazione nel Medio Oriente e, in particolare, per le tensioni nello Stretto di Hormuz e nel Golfo. Il blocco o l'instabilità di queste rotte non minaccia solo la sicurezza energetica, ma ha effetti a cascata su settori meno evidenti ma vitali, come quello dei fertilizzanti. Essendo la Cina il principale produttore mondiale di fertilizzanti, Tajani ha chiesto la cooperazione di Pechino per mitigare l'aumento dei prezzi causato dall'instabilità logistica, che rischia di avere conseguenze devastanti per l'agricoltura nelle regioni fragili dell'Africa. Questa azione di "Diplomazia della Solidarietà" dimostra come l'Italia intenda utilizzare il dialogo bilaterale con la Cina per affrontare sfide che interessano il benessere globale. Sul fronte europeo, Tajani ha incoraggiato Pechino a utilizzare la propria vicinanza diplomatica a Mosca per promuovere la fine del conflitto in Ucraina. Secondo la posizione italiana, una pace giusta dovrebbe basarsi sul rispetto del diritto internazionale e dell'integrità territoriale, e un impegno attivo della Cina in tal senso sarebbe accolto positivamente dalla comunità internazionale e contribuirebbe alla stabilità dei mercati globali (Farnesina, Nova News).

 

Le fondamenta degli accordi del 2026 poggiano sul "Piano d'azione per il rafforzamento del Partenariato Strategico Globale (2024-2027)", siglato a Pechino nel luglio 2024 durante la visita della Premier Giorgia Meloni. Questo documento definisce i pilastri della cooperazione per il quadriennio successivo all'uscita dalla BRI, focalizzandosi su settori ad alto valore aggiunto e sulla sostenibilità. Il Piano d'Azione è strutturato attorno a diverse aree chiave: 1) Cooperazione industriale e innovazione, con la promozione di investimenti reciproci nei settori dell'high-tech e del manifatturiero avanzato; 2) Sviluppo sostenibile e protezione ambientale, con la collaborazione su progetti di economia circolare e riduzione delle emissioni; 3) Cooperazione scientifica e tecnologica, con lo sviluppo di progetti di ricerca spaziale, come la collaborazione sul satellite CSES-02 per il monitoraggio elettromagnetico e la missione asteroidale Tianwen-2; 4) Sicurezza alimentare e salute, col rafforzamento della cooperazione sanitaria e l'armonizzazione regolatoria dei settori della farmaceutica, dei dispositivi medici e della cosmesi; 5) Rapporti culturali e scambi people-to-people, con l'organizzazione di iniziative turistiche e accademiche, come il “China-Italy University Rectors Forum” (Governo, Istituto ItaloCinese).

 

La missione di Antonio Tajani in Cina segna il consolidamento di un approccio pragmatico, incentrato sulla difesa dell'interesse nazionale e la centralità della diplomazia economica. Superando o quantomeno contenendo le pressioni americane, l'Italia ha dimostrato che la fine dell'adesione formale alla Via della Seta non ha significato un disimpegno dai legami con la Cina, peraltro imprescindibili; bensì una maturazione del rapporto bilaterale verso forme di collaborazione più mirate e reciprocamente vantaggiose. I risultati ottenuti tra Pechino e Shanghai, dalla XVI Commissione Economica Mista agli accordi SACE da 360 milioni di euro, fino al Piano d'Azione per l'e-commerce, indicano una chiara volontà di riequilibrare i rapporti di forza commerciali senza rinunciare alle opportunità offerte da un mercato di 1,4 miliardi di consumatori. Al contempo, il dialogo franco sulle grandi crisi geopolitiche, sfatando l'idea di una visione italiana della Cina meramente “economicista”, riafferma il ruolo dell'Italia come ponte tra l'Occidente e le potenze emergenti, orientato alla ricerca di stabilità e sicurezza globale.

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