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La relazioni bilaterali Italia-Cina: il triennio 2024-2026 come modello di una più ampia dinamica - Parte 1

24-04-2026 16:00

Filippo Bovo

La relazioni bilaterali Italia-Cina: il triennio 2024-2026 come modello di una più ampia dinamica - Parte 1

L’evoluzione delle relazioni diplomatiche e commerciali tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Popolare Cinese nel corso del triennio 2024-2026 ri

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L’evoluzione delle relazioni diplomatiche e commerciali tra Repubblica Italiana e Repubblica Popolare Cinese nel corso del triennio 2024-2026 riflette una transizione strutturale di fondamentale importanza nel panorama geopolitico contemporaneo. In seguito alla decisione di Roma di non rinnovare il Protocollo d’Intesa sulla Belt and Road Initiative (BRI), a causa anche di sensibili e ripetute pressioni americane, il rapporto bilaterale è stato ricalibrato su un binario di pragmatismo operativo, volto a tutelare gli interessi economici nazionali pur mantenendo una ferma collocazione nell'asse euro-atlantico. In questo quadro si inserisce la missione ufficiale condotta dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, svoltasi tra il 15 e il 18 aprile 2026. La visita, che ha toccato i centri nevralgici di Pechino e Shanghai, non rappresenta un evento isolato, ma costituisce il vertice di un percorso di consolidamento istituzionale avviato con la missione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel luglio 2024 e proseguito con la visita di Stato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel novembre dello stesso anno. L’obiettivo primario dell’azione diplomatica italiana è stato quello di promuovere una "Diplomazia per la Crescita" capace di riequilibrare una bilancia commerciale giudicata sensibilmente asimmetrica, cercando al contempo di ottenere l'appoggio di Pechino nella risoluzione delle crisi globali più urgenti, dal conflitto in Ucraina alle tensioni nel Medio Oriente (Decode39).

 

La missione di Antonio Tajani è avvenuta in un momento di estrema delicatezza internazionale, caratterizzato da una crescente volatilità nei rapporti tra le grandi potenze e da crisi regionali con ripercussioni sistemiche sulla sicurezza energetica e sulle catene di approvvigionamento globali. L'Italia ha cercato di posizionarsi come un interlocutore autorevole, capace di dialogare con la Cina senza rinunciare ai propri valori e alle proprie alleanze strategiche, ma riconoscendo l'ineludibilità del coinvolgimento di Pechino per trovare soluzioni durature alle instabilità internazionali. Un elemento di complessità aggiuntiva è stato rappresentato dalle dinamiche interne alla coalizione occidentale, con particolare riferimento alle relazioni tra l'amministrazione statunitense e il governo italiano. Nonostante tali pressioni, Roma ha mantenuto una linea di pragmatismo selettivo, focalizzandosi su strumenti operativi come il "Piano d'azione per il rafforzamento del Partenariato Strategico Globale (2024-2027)", che funge da nuova cornice di riferimento per la cooperazione bilaterale dopo il superamento della logica della Via della Seta. La necessità di un riequilibrio commerciale è supportata dai dati macroeconomici relativi al 2025. L'interscambio complessivo tra Italia e Cina ha raggiunto la cifra di circa 75 miliardi di euro, consolidando la Cina come il primo partner commerciale dell'Italia in Asia e il secondo tra i Paesi extra UE dopo gli Stati Uniti. Tuttavia, questo volume di scambi nasconde un deficit commerciale per l'Italia pari a circa 46 miliardi di euro, una disparità che il governo italiano intende correggere attraverso una maggiore apertura del mercato cinese ai prodotti del Made in Italy e una rimozione delle barriere non tariffarie (China Daily, riportata dalla Farnesina).

 

Il tour diplomatico del Ministro Tajani è stato strutturato per coprire sia la dimensione politica e istituzionale della capitale, sia quella operativa e commerciale del polo finanziario del Paese. La missione ha avuto una durata complessiva di quattro giorni, dal 15 al 18 aprile 2026, un lasso di tempo intenso in cui sono stati condensati incontri di alto livello con i vertici del governo cinese e sessioni di lavoro con la comunità imprenditoriale. L'arrivo del Ministro Tajani a Pechino il 15 aprile ha segnato l'inizio dei colloqui istituzionali. La giornata del 16 aprile è stata dedicata all'attivazione dei principali strumenti di cooperazione bilaterale. Il Ministro ha co-presieduto, insieme al Ministro del Commercio cinese Wang Wentao, la XVI Commissione Economica Mista (CEM), definita come il foro principale per il rafforzamento della partnership economica nell'ambito dell'accordo del 2004. Successivamente, l'attenzione si è spostata sul Dialogo Imprenditoriale Italia-Cina, un evento che ha visto il coinvolgimento di circa 50 tra le più qualificate imprese italiane attive sul mercato cinese. Al termine di queste sessioni, Tajani ha incontrato il suo omologo, il Ministro degli Affari Esteri Wang Yi, per un confronto serrato sui grandi dossier della politica estera. Durante questo incontro, il rappresentante italiano ha sottolineato l'importanza del ruolo cinese nella promozione di negoziati credibili per la fine della guerra in Ucraina e nella stabilizzazione delle crisi in Medio Oriente (Farnesina).

 

Il 17 aprile la missione si è spostata a Shanghai, città che rappresenta la porta d'accesso privilegiata per le aziende italiane interessate al mercato dei consumi e dell'alta tecnologia. In questa sede, il Ministro ha focalizzato l'attenzione sui risultati concreti per l'export, partecipando alla firma di accordi finanziari strategici e incontrando i rappresentanti della nutrita comunità d'affari italiana operante nell'area di Suzhou e nell'est della Cina. L'ultima giornata della missione, il 18 aprile, è stata caratterizzata da una tappa di elevato valore simbolico: la visita alla Biblioteca municipale "Zikawei" di Shanghai. Fondata dai Gesuiti nel 1847, la biblioteca conserva documenti rari e testimonianze dell'attività di studio e ricerca condotta da missionari italiani a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Questo momento è servito a ribadire come la relazione tra i due Paesi affondi le radici in un secolare interscambio culturale e scientifico che precede e trascende le contingenze economiche attuali (Ibidem).

 

La XVI sessione della Commissione Economica Mista ha rappresentato il primo appuntamento bilaterale di alto livello del 2026, posizionandosi come il motore operativo del Partenariato Strategico Globale. Durante i lavori della Commissione, i due governi hanno affrontato questioni tecniche e burocratiche che limitano il potenziale del commercio bilaterale, con l'obiettivo di migliorare le condizioni operative per le imprese e promuovere un contesto di mercato più trasparente e prevedibile. I temi cardine della Commissione e del successivo Dialogo Imprenditoriale hanno incluso vari punti, come: 1) il riequilibrio dei flussi commerciali, attraverso la promozione di una strategia mirata ad accrescere la presenza del Made in Italy nei settori dell'agroalimentare, della meccanica avanzata e della gioielleria; 2) i controlli sulle esportazioni di materie prime critiche, con l'Italia che ha sollevato la questione dell'accesso alle terre rare e ai minerali critici controllati dalla Cina, essenziali per la transizione digitale e industriale europea; 3) la priorità ad investimenti qualificati, con discussioni sulle modalità per incoraggiare nuovi investimenti cinesi in Italia che siano tecnologicamente qualificati e rispettosi dei protocolli di sicurezza nazionale, come il Golden Power applicato in passato a settori strategici; 4) l'accesso al mercato per le PMI, con un sostegno specifico alle piccole e medie imprese italiane, onde meglio favorirle all'interno del quadro regolatorio cinese. Un esito di rilievo è stato l'annuncio dell'apertura, a partire dal luglio 2026, di una nuova rotta aerea Venezia-Pechino. Questa iniziativa logistica è destinata a facilitare la mobilità degli imprenditori del Nord-Est italiano, un bacino produttivo cruciale per l'export nazionale, e a incentivare i flussi turistici in entrambe le direzioni (Ibidem, Farnesina).

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